
La Formula 1 torna subito in pista in Spagna per il primo Gran premio di Madrid su una pista completamente nuova e decisamente interessante per i suoi dislivelli e la già famosa Monumental, la curva con il 24% di pendenza
- Quattordicesimo round stagionale per la Formula 1, il secondo del 2026 in Spagna: a metà giugno si era disputato il GP Barcelona-Catalunya, ora è la volta del GP Spagna.
- Già nel 1994 e nel 1997 si era gareggiato 2 volte in Spagna ma in quelle due occasioni il GP Spagna era affiancato dal GP Europa a Jerez. I 55 GP Spagna già disputati sono andati in scena su 5 tracciati differenti, ma dal 1991 si è sempre corso a Barcellona.
- Un nuovo circuito si aggiunge al calendario della Formula 1. Il prossimo fine settimana si correrà il primo Gran Premio al Madring, il tracciato realizzato nella capitale spagnola che combina una sezione cittadina, sviluppata tra gli edifici dell’area fieristica, a una seconda parte permanente. La pista è lunga 5,416 km ed è composta da 22 curve, tra cui la “Monumental“, lunga 550 metri e caratterizzata da una pendenza del 24%.
- Le mescole scelte per questa sfida sono la C2 come Hard, la C3 come Medium e la C4 come Soft. La linea di partenza e la prima curva sono separate da appena 200 metri. Il primo settore è molto veloce e conduce a una seconda parte ricca di curve a media e bassa velocità, compresa la sopraelevata curva 12. Nell’ultima sezione del tracciato sono presenti anche alcune curve a 90 gradi simili a quelle che i piloti affrontano a Baku.
- Il lavoro di Pirelli per individuare le forze a cui saranno sottoposti i pneumatici al Madring è iniziato tre anni fa, quando i progettisti hanno fornito le prime informazioni sul layout definitivo. Attraverso strumenti di simulazione sono state individuate le traiettorie che le monoposto percorreranno sul tracciato e, di conseguenza, i carichi ai quali le gomme saranno soggette.
- Una volta completato il circuito, un gruppo di ingegneri Pirelli lo ha percorso per misurare la macro e la micro rugosità dell’asfalto, affinare le simulazioni e redigere una scheda tecnica condivisa con le scuderie per supportarle nella preparazione a questo nuovo appuntamento.
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- Secondo gli ingegneri del gruppo Brembo, il Madring da 5.416 metri di lunghezza rientra nella categoria dei circuiti altamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 4 per la presenza di 8 frenate al giro per complessivi 14,2 secondi. Cinque staccate sono della categoria Hard, due Medium e la restante è Light.
- Dalle simulazioni effettuate la curva più dura del Madring per l’impianto frenante è la prima dopo il traguardo. Le monoposto vi arrivano a 294 km/h e scendono a 137 km/h in 1,8 secondi durante i quali percorrono 99 metri. I piloti di Formula 1 esercitano un carico di 135 kg sul pedale del freno e sono soggetti ad una decelerazione di 4,3 g. La potenza frenante è invece di 1.782 kW.
- Al GP Barcelona-Catalunya invece le frenate sono solo 5 al giro e i freni vengono impiegati per nemmeno 11 secondi e mezzo. Tuttavia essendo la pista catalana di appena 4.657 metri, la percentuale di utilizzo dei freni è del 16 per cento, superiore al 15 per cento del Madring.
- La pista della capitale spagnola però comporta un maggiore sforzo per le gambe dei piloti: dalla partenza alla bandiera a scacchi ciascuno esercita un carico sul pedale del freno di 40,3 tonnellate, a fronte delle 25,7 tonnellate del Circuit de Barcelona-Catalunya.
- Dal punto di vista energetico, il circuito di Madrid si colloca tra i cinque più severi del mondiale, con forze laterali simili per intensità a quelle registrate a Barcellona e Silverstone. La “Monumental” è la curva che genera il più elevato carico verticale della stagione, non soltanto per la sua pendenza ma anche per la sua lunghezza.
- La sua conformazione rappresenterà inoltre una sfida importante per l’aderenza degli pneumatici. Gli stessi piloti potrebbero adottare approcci differenti nell’affrontarla, a seconda di quanto vorranno privilegiare la possibilità di attaccare nella curva successiva.
- L’asfalto è molto liscio e presenta quindi un livello di aderenza relativamente basso. Per questo motivo è stato trattato con getti ad alta pressione, come avviene già in altri circuiti, tra cui Singapore, per rimuovere polvere e residui oleosi tipici dei manti di nuova posa.
- Un’altra particolarità del circuito riguarda i dislivelli altimetrici. Il punto più alto si trova in corrispondenza della curva 7, a circa 700 metri sul livello del mare. La sezione che la precede, a partire dalla curva 6, presenta una pendenza dell’8% e un guadagno altimetrico di 10 metri. Il punto più basso del tracciato si trova invece alla curva 2, con un dislivello di 26 metri rispetto alla curva 7.
- In assenza di test sul nuovo circuito prima del fine settimana di gara, le scuderie attenderanno la prima sessione di prove libere per definire il programma dei giorni successivi e la strategia di utilizzo degli pneumatici per il Gran Premio. Qualora il degrado delle mescole più morbide dovesse risultare elevato, potrebbero infatti decidere di conservare set di Hard in vista della gara di domenica.
- Per quanto riguarda le temperature, nella stessa settimana dello scorso anno le massime ambientali avevano raggiunto i 29 °C. Considerata l’altitudine alla quale sorge il circuito, non sono attese condizioni particolarmente calde.
A Madrid si è corso già 9 volte
- La Formula 1 ha già corso nella regione di Madrid in passato. Dal 1968 al 1981 infatti si sono disputate nove edizioni del Gran Premio di Spagna sul circuito del Jarama a 30 chilometri dalla capitale.
- Il pilota con più vittorie sul tracciato di San Sebastian de los Reyes è Mario Andretti (2), con Lotus al vertice della classifica di primi posti dei costruttori (4).
- Se si prende invece in considerazione la gara titolata alla Nazione, con 55 gare in 5 circuiti diversi, i piloti con più vittorie sono Michael Schumacher e Lewis Hamilton (6) e Ferrari (12) tra i costruttori.


